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SENTENZE CASSAZIONE

AUTOVELOX NON SEGNALATO CORRETTAMENTE? MULTA NULLA - LO DICE LA CASSAZIONE

AUTOVELOX NON SEGNALATO CORRETTAMENTE? MULTA NULLA - LO DICE LA CASSAZIONE - LA MULTA ED IL RICORSO

BASTA AI SOLITI PRESUNTI PALADINI DELLA SICUREZZA STRDALE, CHE, PER FAR SOLAMENTE CASSA ELEVANO MULTE A LORO PIACIMENUO, USO E COSTUME - AUTOVELOX VALIDO SOLO CON SEGNALI GIUSTI. 

La Cassazione civile, con sentenza n. 5997 del 14 Marzo 2014, ha ribadito l'obbligo di segnalazione preventiva delle apparecchiature di misurazione della velocità dei veicoli (autovelox) e ha precisato che sui verbali, proprio per dar modo al trasgressore di appurare la regolarità delle segnalazioni, vi deve essere indicato il tipo di postazione, se fissa o mobile. Nel dettaglio essa sancisce che “la preventiva segnalazione univoca ed adeguata della presenza di sistemi elettronici di rilevamento della velocità costituisce un obbligo specifico ed inderogabile degli organi di polizia stradale demandati a tale tipo di controllo, imposto a garanzia dell'utenza stradale, la cui violazione non può, pertanto, non riverberarsi sulla legittimità degli accertamenti, determinandone la nullità” E, in conseguenza, afferma che
“sarebbe stato necessario, in funzione della conseguente legittimità della verbalizzazione delle inerenti operazioni, che gli accertatori avessero attestato, nel relativo verbale da redigersi ai sensi dell'art. 200 C.d.S. 1992, tale indispensabile modalità dell'accertamento e, quindi, anche il carattere temporaneo o permanente della postazione di controllo per il rilevamento elettronico della velocità, proprio al fine di porre l'assunto contravventore nella condizione di poter valutare la legittimità o meno dell'accertamento eseguito in relazione ai prescritti adempimenti normativi e regolamentari.” E' da osservare che questa importante sentenza, pur se di Cassazione, non cambia la normativa che dispone il contenuto dei verbali (art.200 del D.lgs.285/92 e art. 383 disposizioni attuative), ma rappresenta un ulteriore utile riferimento nei casi in cui si voglia opporsi ad una rilevazione ritenuta illegittima. Ma quali sono le regole di segnalazione?
Riassumiamole brevemente:

- gli autovelox devono essere ben visibili e segnalati preventivamente, sia che si tratti di apparecchiature automatiche sia che si tratti di apparecchiature utilizzate dagli agenti (telelaser);

- la segnalazione può avvenire con cartelli stradali temporanei o permanenti, con segnali luminosi a messaggio variabile oppure con dispositivi di segnalazione luminosa installati su veicoli;
- per le postazioni mobili la segnalazione può anche esser fatta con cartelli permanenti ma solo se si tratta di appostamenti pianificati che abbiano una certa sistematicità (non occasionali);
- sulle distanze la legge fissa quella massima (4 km) e precisa che essa varia dal tipo di strada in modo che sia sempre garantito “il tempestivo avvistamento della postazione anche tenendo conto della velocità locale predominante” (su un'autostrada la distanza può essere più lunga che su una strada statale o urbana).
- riguardo alle distanze minime si fa riferimento a quelle valide per i segnali di prescrizione fissate dal regolamento di attuazione del c.d.s.: 250 metri sulle autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri sulle strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità superiore a 50 km/h) e 80 metri sulle altre strade;

- per i telelaser la distanza minima è quella intercorrente tra il cartello stradale ed il punto in cui viene effettuato il rilevamento, a prescindere da dove è collocata la strumentazione.
- in caso di intersezione stradale tra la segnalazione e la postazione il cartello di segnalazione deve essere ripetuto.
La legge interviene anche sulla distanza minima che dev'esserci, per le postazioni fisse automatiche installate fuori dai centri abitati, tra l'autovelox e il cartello che impone il limite di velocità : almeno 1 km.

 

 

STOP ALLE MULTE PER ATRRAVERSAMENTO CON IL SEMAFORO ROSSO SENZA VIGILE

STOP ALLE MULTE PER ATRRAVERSAMENTO CON IL SEMAFORO ROSSO SENZA VIGILE - LA MULTA ED IL RICORSO
Cassazione, semaforo rosso? Senza vigile niente multa
Per multare chi passa con il semaforo rosso serve il vigile. Sono nulle le contravvenzioni elevate grazie al 'photored', l'apparecchio di rilevamento elettronico. La Cassazione ha messo una pietra tombale sulle multe sfornate dalle telecamere montate agli incroci e ha accolto il ricorso di un automobilista di Modena che era stato immortalato dal photored. Ribaltando anche la decisione del giudice di pace, che invece aveva dato ragione al comune e alla polizia municipale, la seconda sezione civile della Corte, con la sentenza 7388, ha evidenziato tra l'altro che "la mancata presenza di agenti per un verso preclude la possibilità di contestazione immediata nei casi in cui ciò sia possibile e, per altro verso, non consente di verificare le concrete situazioni in cui opera l'apparecchio di rilevamento automatico". E questo, a parere della Cassazione può causare "possibili equivoci non risolubili con certezza proprio per l'assenza degli agenti sul posto". In pratica, un conto è autorizzare in alcuni casi il rilevamento automatico delle infrazioni al codice della strada, altro è estendere questa possibilità che prevede anche la "non obbligatorietà" della contestazione immediata, anche a situazioni in cui, invece, è necessario il reale controllo del vigile. Insomma, al semaforo "l'occhio vigile" del vigile non può essere sostituito da quello elettronico.

INDICAZIONE NEL VERBALE DELLE MODALITA' DI PAGAMENTO DELL'INFRAZIONE

INDICAZIONE NEL VERBALE DELLE MODALITA' DI PAGAMENTO DELL'INFRAZIONE - LA MULTA ED IL RICORSO
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE II CIVILE
Sentenza 29 maggio – 12 novembre 2007, n. 23506
La s.r.l. X. proponeva ai Giudice di Pace di Avellino opposizione avverso il verbale con cui in data 2-12-2002 le era stata contestata la violazione dell'art. 23 commi quarto e undici del codice della strada, denunciando la nullità del verbale di accertamento fra l'altro per carenza degli elementi di cui all'art. 16 della legge n. 689 del 1981.
Con sentenza dep. il 17 luglio 2003 il Giudice di Pace accoglieva il ricorso.
........ Secondo il primo giudice la contestazione dell'infrazione, determinando la decorrenza del termine per il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria, deve consentire l'esercizio del diritto di oblazione, sicché il verbale deve contenere tutti gli elementi che consentono di pervenire all'entità della sanzione, non essendo sufficiente, come nel caso del verbale impugnato, l'indicazione della sanzione edittale.
Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione il Comune di Avellino sulla base di un unico motivo illustrato da memoria.
......... L'art. 383 secondo comma del D.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495 (regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada) stabilisce che, nell'ipotesi in cui è ammesso il pagamento della sanzione pecuniaria in misura ridotta, l'accertatore deve fornire al trasgressore ragguagli circa le modalità di pagamento, precisando l'ammontare della somma da pagare, i termini del pagamento, l'ufficio o comando presso il quale questo può essere effettuato ecc..
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso.

SICVe - TUTOR SECONDO UN'ORDINAZA DELLA CASSAZIONE DOVREBBERO ESSERE SPENTI !!!!

SICVe - TUTOR SECONDO UN'ORDINAZA DELLA CASSAZIONE DOVREBBERO ESSERE SPENTI !!!! - LA MULTA ED IL RICORSO

Ecco l'ultima "ITALIANATA", i Giudici contro la Pubblica Amministrazione, che, continua a truffare e derubare i cittadini, nel nostro caso "GLI ANOTOMOBILISTI", secondo l'ordinanza che segue, tutti  gli AUTOVELOX, SICVe-TUTOE e VERGLIUS non tarati, dovrebbero essere spenti. Povera Pubblica Amministrazione se la Consulta accoglie l'eccezione, era ora che si invertissero le parti, era ora che almeno una volta a prenderlo in quel posto sia la Pubblica Amministrazione !!!!!!!!!!!!!!!. Leggete un pò l'ordinanza ed in bocca al lupo a tutti.

Ordinanza Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione n. 17766/14 del 7 agosto 2014, con la quale si rimanda (per definire un caso di specie) al parere della Corte Costituzionale: la Suprema Corte ha infatti sollevato d'ufficio la questione di legittimità costituzionale della norma del Codice della Strada nella parte in cui non prevede "che le apparecchiature destinate all'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura". Le conseguenze potrebbero essere davvero importanti.
Intanto, coloro che hanno già proposto ricorso (o che sono in procinto di farlo) avverso una sanzione da autovelox potranno chiedere al Giudice di Pace o al Tribunale una sospensione del giudizio (e del conseguente pagamento della sanzione e delle pene accessorie), in attesa del pronunciamento della Consulta. E questo è il primo vantaggio. Qualora, poi, la Corte Costituzionale dovesse sancire definitivamente l'obbligo della taratura periodica degli autovelox, per molti automobilisti si avrebbero l'immediato annullamento della multa, il reintegro dei punti della patente eventualmente decurtati e addirittura la riassegnazione della patente di guida (se sospesa).

AUTOVELOX FISSI BANDITI DALLE STRADE LOCALI ANCHE SE AUTORIZZATI DAL PREFETTO

AUTOVELOX FISSI BANDITI DALLE STRADE LOCALI ANCHE SE AUTORIZZATI DAL PREFETTO - LA MULTA ED IL RICORSO

ERA ORA !!!. Non sempre tutto va a rotoli, di tanto in tanto arriva anche qualche buona notizia, per la categoria più tartassata d'Italia, gli AUTOMOBILISTI.
La Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 3701 del 15/02/2011 Circolazione stradale - Artt. 2 e 142 del Codice della Strada - Autovelox - Installazione degli impianti fissi - L'art. 4 del decreto legge 121/2002 non conferisce al Prefetto il potere di inserire nello specifico elenco una strada che non risponda a criteri diversi da quelli previsti dall'art. 2, comma 3, del codice della strada; ove il Prefetto ecceda dai limiti segnati dal codice della strada, il giudice ordinario può disapplicare, in via incidentale, l'atto o il provvedimento amministrativo.

Autovelox fissi banditi dalle Strade Comunali e Locali. La Corte di Cassazione si è espressa con toni molto duri anche nei riguardi delle Prefetture sull’utilizzo smodato dei sistemi che consentono agli Enti di incassare denaro in quantità comminando sanzioni per l’eccessiva velocità dei veicoli senza fermare il conducente. La sentenza è dei giorni scorsi: “Le multe fatte con autovelox automatici su strade urbane ordinarie sono annullabili dal giudice anche quando l’apparecchiatura è autorizzata dal prefetto. Lo ha stabilito la seconda sezione civile della Cassazione con la sentenza 3701/11, depositata nei giorni scorsi”. Ma non è una questione particolare. L’assunto è da applicarsi in tutto il Paese e soprattutto nei luoghi in cui stanno piovendo multe e i sanzionati stanno proponendo ricorso. Il problema nasce da come in alcune zone è stato applicato l’articolo 4 della legge 168/02, che regolamenta le modalità di effettuazione dei controlli di velocità «da remoto», cioè in assenza di agenti accanto alle apparecchiature (piazzate in postazioni fisse protette). La norma stabilisce –  che tali controlli sono sempre possibili su autostrade e strade extraurbane principali e mai sulle strade urbane ordinarie (sono ammessi solo i tradizionali appostamenti di pattuglie munite di rilevatori), mentre su extraurbane ordinarie e urbane di scorrimento occorre che ci sia l’autorizzazione prefettizia in base alla pericolosità del tratto, al traffico e alla difficoltà di fermare subito i trasgressori.

ED ALLORA GIU’ RICORSI E SEMPRE RICORSI, LA DOVRANNO PUR SMETTERE DI RIMPINGUARE LE CASSE CON MODI FRAUDOLENTI.

 

PROCESSO TELEMATICO

PROCESSO TELEMATICO - LA MULTA ED IL RICORSO

CASALI IN MAREMMA

CASALI IN MAREMMA - LA MULTA ED IL RICORSO

CERCHI CASA?

CERCHI CASA? - LA MULTA ED IL RICORSO