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VERGILIUS SULLA A3 SA-RC

A3 AUTOSTRADA SA-RC - E' ARRIVATO "VERGILIUS" - FINE AUTOSTRADA SENZA PEDAGGIO

A3 AUTOSTRADA SA-RC - E' ARRIVATO "VERGILIUS" - FINE AUTOSTRADA SENZA PEDAGGIO - LA MULTA ED IL RICORSO

A3 – AUTOSTRADA SALERNO – REGGIO CALABRIA

La mitica A3, chi non conosce questa specie di Autostrada, l’unica Autostrada Italiana per la quale non si pagava il pedaggio, non è che ora abbiano messo i caselli, no, è arrivato lui: “VERGILIUS”, l’occhio indiscreto che ti spia e ti immortala su due belle foto, poi ti arriva direttamente a casa il pedaggio e che pedaggio!!! (salasso da infarto) da pagare, che, non è unico da Salerno a Reggio Calabria, può variare a secondo delle foto che si riesce a farsi scattare. Per fortuna, forse l’unica amara consolazione!!!!, è che, per ora è in funzione solo nel tratto della provincia di Salerno!!!!!, vedrete che arriverà fino a Reggio Calabria. E, che dire poi della data di messa in funzione: 17/07/2014 e già, cominciano le ferie!!!!!!, e, chiamale pure ferie, con i tempi che corrono. Un sistema come un altro per fregare tutti quei lavoratori che dal Sud sono emigrati in cerca di fortuna!!!!!!!. I LIMITI DI VELOCITA’ VANNO RISPETTATI E FATTI RISPETTARE, NON CERTO CON UN SISTEMA “LUI, IL VERGILIUS”, NON BREVETTATO, NON OMOLOGATO E NON TARATO CHE, SERVE SOLO A CHIEDERE SOLDI, FORTISSIMANENTE E MALEDETTAMENTE SOLDI !!!!!!!!!!!!!!!!!!.

 LE SOLUZIONI:

* RICORSI E SEMPRE RICORSI AL GIUDICE DI PACE.

* POICHE' NON HO E NON HO MAI AVUTO PELI SULLA LINGUA, NON CI RESTA CHE USARE AUTO VECCHIE DI POCO VALORE, INTESTATE A PERSONE CHE NON HANNO NULLA DA PERDERE O MOLTO ANZIANE, "I DEBITI PER SANZIONI AMMINISTRATIVE, NON VANNO IN EREDITA'".

VERGILIUS SULLA A3 SA-RC COMINCIANO INESORABILMENTE A CADERE CON I MIEI RICORSI

Giudice di Pace di Salerno D.ssa Maria Pepe – Sentenza n. 4529/14 del 24/11/2014.

In proposito, questo Magistrato osserva che l'art. 201 del C. d. 5., - Notificazione delle violazioni -, tra l'altro, prescrive che, qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, come nella fattispecie, il verbale con gli estremi «precisi e dettagliati» della violazione venga notificato all'effettivo trasgressore. Sulle modalità e contenuti ditale procedimento, statuisce, poi l'art. 383 - Contesta­zione, Verbale di accertamento -, del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, D.P.R. 16/12/1992 n. 495, che al IV comma, prevede te­stualmente: «Il verbale deve in genere essere conforme al modello VI. i allegato, che fa parte integrante del presente regolamento; se redatto con sistemi meccanizzati o di elaborazione dati, deve riportare le stesse indicazioni contenute sul modello». La normativa statuisce minuziosamente quale deve essere il contenuto dell'accertamento e degli atti, anche quelli meccanizzati, notificati al trasgressore, quando non è stata contestata immediatamente la violazione. Il Legislatore ha scelto tale particolareggiata previsione, in ossequio a principi costituzionalmente garantiti, come quelli del buon andamento della pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.), ed il diritto alla difesa (art. 24 Cost.), ma anche e soprattutto, ossequiando quello che è un generale principio di trasparenza degli atti. Nella specie, siamo di fronte al caso classico dell'atto redatto con sistemi meccanizzati. L'elaborazione meccanografica del processo verbale di contravvenzione, recapitata al trasgressore, deve rispondere, come detto, alla previsione dell'art. 385 del D.P.R. 16/12/1992 Nr. 495 - Regolamento di esecuzione e di attuazione al nuovo codice della strada - La norma richiamata, al terzo comma, contempla l'ipotesi dell'invio al trasgressore anche di una elaborazione meccanizzata del verbale di contravvenzione, nel caso di mancata contestazione immediata. Tuttavia, tale elaborazione meccanica, deve presuppone il processo verbale in originale che deve essere depositato in giudizio dalla Pubblica Amministrazione, al fine di verificarne la rispondenza a quello

meccanizzato ed inviato al trasgressore e permettere il sindacato giurisdizionale sul processo logico fondante l'accertamento.

La struttura processuale del giudizio di impugnazione delle sanzioni amministrative deve ritenersi improntata in via analogica al modello dell'opposizione a decreto ingiuntivo. La Pubblica Amministrazione, sebbene rivesta la figura formale di parte convenuta, conserva quella sostanziale di attrice; pertanto, è gravata dell'onere probatorio di dimostrare le ragioni di fatto e di diritto della propria pretesa sanzionatoria.

Nell'ambito dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 689/1981, è onere dell'Ente amministrativo che provvede all'erogazione della sanzione, dimostrare l'inosservanza delle disposizioni legislative, nonché la sussistenza degli elementi determinanti la violazione contestata.

Pertanto, il mancato deposito da parte della Pubblica Amministrazione convenuta della documentazione relativa agli accertamenti e alle contestazioni della stessa svolte, nonché delle foto ritraenti il veicolo sanzionato ,comporta l'impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell'operato dell'amministrazione stessa, con conseguente accoglimento delle pretese del ricorrente.

In assenza, dunque, di prova sufficiente in ordine alla responsabilità dell'opponente, il ricorso va accolto, come previsto dall'art. 23, comma 12, della Legge 689/9 1, con conseguente annullamento del verbale di contravvenzione opposto.

Ciò posto, passando ad esaminare la fattispecie in esame, rileva il Giudicante che al ricorrente è stata contestata la violazione dell'art. 142, comma 8 Cds, ovvero di aver superato di oltre 10 Km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità imposti dalla segnaletica stradale in quanto circolava alla velocità di 150,54 Km/h sul tratto autostradale A3 SA-RG, violazione rilevata con il sistema SiCVE

L'istante in ricorso fondamentalmente eccepisce la nullità del verbale per mancanza nello stesso di un elemento essenziale all'esercizio del diritto di difesa, vale a dire l'omessa indicazione della effettiva velocità media che si sarebbe dovuta tenere sul tratto autostradale considerato.

Occorre precisare che in mancanza di diversa segnaletica l'art. 142 cds statuisce che il autostrada la velocità massima non può superare i 130 KM/h

Nel caso di specie ,per come accertato da questo giudice,nel verbale non è stata indicata la velocità consentita, né l'ora di ingresso e di uscita dalle due stazioni di rilevazione, ma solo l'ora in cui sarebbe stata commessa l'infrazione, per cui il ricorrente effettivamente non è stato posto nelle condizioni di poter verificare se la media calcolata con una semplice formula matematica( spazio /tempo) fosse effettivamente superiore a quella consentita ,pregiudicando in siffatto modo il suo diritto di difesa.

Inoltre gli Enti resistenti rimanendo contumaci non hanno adempiuto all'onere di dimostrare compiutamente l'esistenza dei fatti costitutivi dell'illecito contestato. Infatti, l'Amministrazione non ha esibito né prodotto le fotografie relative all'infrazione, né la sussistenza di cartelli stradali indicanti una velocità da quella prevista dalla legge Per cui, ritenendo questo Giudice che la fotografia costituisce un elemento essenziale e fonte di prova indefettibile ai fini dello accertamento dell'infrazione, non può di certo riconoscersi l'attendibilità dello stesso accertamento con la ovvia conseguenza dell'annullamento del verbale. Una ulteriore doglianza del ricorrente afferisce la mancanza di idonea segnaletica di preavviso dell'istallazione del tutor nonché del suo funzionamento,sul tratto stradale considerato, atteso che secondo quanto stabilito dall'art. 142 del Codice della Strada, e' necessario che, nelle vicinanze del tutor, sia impiantato un cartello che avvisi l'automobilista di turno che, in quel frangente, il tutor, la cui presenza è debitamente segnalata, sia in funzione. Ed infatti l'omesso preavviso all'utenza del funzionamento attuale della apparecchiatura, nonostante ci sia apposto segnale stradale di indicazione, costituisce motivo di nullità del verbale. L'onere di provare la esistenza di idonea cartellonistica che avvisi in modo chiaro e non equivoco l'automobilista dell'esistenza e del funzionamento del tutor, in caso di contestazione da parte del sanzionato incombe sulla PA. L'affermazione non appare contestabile neanche facendo riferimento alla circostanza che il funzionamento dei sistemi automatici possa far parte di quel bagaglio culturale comune a tutti quanti o, per meglio dire, costituire un fatto notorio. Infatti, come da consolidato orientamento: "l'utilizzazione del fatto notorio, comportando una deroga al principio dispositivo ed al contraddittorio, e dando luogo a prove non fornite dalle parti, relative a fatti dalle stesse non vagliati nè controllati, va inteso in senso rigoroso, "id est" come fatto acquisito alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile; di guisa che non possono essere annoverate tra le nozioni di comune conoscenza, intesa quale esperienza dell'individuo medio in un dato tempo ed in un dato luogo, quegli elementi valutativi che implichino cognizioni particolari od anche solo la pratica di determinate situazioni, come, nel caso, le caratteristiche ed il posizionamenti dei cartelli; tanto meno può, poi, soccorrere la scienza individuale del giudice, poiché questa, in quanto non universale, non è annoverabile nella categoria del notorio, neppur quando la cognizione gli derivi dall'avvenuta disamina d'analoghe controversie (Cass. 8.8.02 n. 11946, 12.9.03 n. 13426, 7.3.05 n. 4862; Cass. 29334/2008). Ma vi è di più: infatti, sempre a norma del richiamato art. 142 del Cds, non basta che sia stata posizionata la segnaletica verticale, di preavviso obbligatorio agli utenti della rilevazione strumentale della velocità, ma occorre che ne venga dato atto puntualmente nel verbale di contestazione dell'infrazione. Ora se legittima, e senza dubbio premiabile, è la funzione del tutor-Sicve, cioè quella di provocare una sensibile diminuzione di comportamenti pericolosi alla guida, attraverso una saggia, corretta, lodevole, opera di prevenzione, è necessario nel rispetto della legge, rendere questi sistemi del tutto visibili e rendere edotto l'automobilista del loro funzionamento al suo passaggio. Nel caso di specie non è stato provato, neanche mediante indicazione all'interno del verbale , la istallazione di idonea cartellonista di preavviso obbligatorio agli utenti della rilevazione strumentale della velocità e del suo funzionamento, per cui anche per tale motivo l'opposizione merita accoglimento con conseguente annullamento del verbale impugnato. In definitiva, poiché parte resistente, su cui incombe l'onere della prova, con il suo negativo comportamento processuale nulla ha asserito, dedotto e provato, si ritiene che nella fattispecie ricorrono i presupposti per annullare il verbale impugnato e la sanzione accessoria. Considerato che il ricorso è stato presentato direttamente dalla parte senza l'ausilio di un difensore, le spese vengono dichiarate compensate.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Salerno, definitivamente pronunciando sull'opposizione proposta da ……… srl, in persona del legale rapp.te p.t., con sede in Assisi alla via ……. nei confronti di Prefettura di Salerno (Ministero dell'Interno) con ricorso pervenuto il 01.09.014, così provvede:

I. Accoglie il ricorso ed annulla il verbale n° VRG/0000091309 del 23.07.014, notificato il 14.08.0 14 , elevato dal Ministero dell'Interno - Centro Nazionale Accertamento Infrazioni, nonché la sanzione accessoria.

2. Compensa le spese di lite

Così deciso in Salerno addì 24.11.014

VERGILIUS SULLA A3 SA-RC CONTINUANO INESORABILMENTE A CADERE CON I MIEI RICORSI

Il famigerato VERGILIUS continua a fare acqua da tutte le parti, ecco un pò di sentenze:

Sentenza G. di P. di Salerno, D.ssa Maria Francesca Napoli, sentenza n. 2623/2016.

“……….Secondo il principio della Corte Costituzionale n. 113/2015, vi è l'obbligatorietà della taratura periodica degli apparecchi per l'accertamento delle infrazioni inerenti ai limiti di velocità. Inoltre, va detto che, per poter utilizzare i rilevatori di velocità media come rilevatori di velocità istantanea, è necessario il certificato di taratura ed il decreto di omologazione del singolo apparecchio, come disposto dall'art. 192, 5" comma, DPR n. 495/92.

Pertanto, non risulta sufficiente la dichiarazione presente nel verbale impugnato: "l'infrazione.. .è stata accertata attraverso il sistema di misura della velocità SICVe, omologato con decreto n. 3999 del 24.12.2004 e successive estensioni che consente il funzionamento automatico."

Tale dicitura è vaga ed è priva di prova per quanto attiene la omologazione e la taratura. Nonostante le esplicite eccezioni della ricorrente, la Prefettura non si è costituita e non ha fornito le prove sui preventivi controlli annuali, sull'omologazione specifica, sulla taratura. Tanto premesso, il verbale di contestazione va annullato in quanto non vi sono prove sufficienti della responsabilità della ricorrente, con conseguente annullamento della sanzione principale e della decurtazione dei sei punti dalla patente di guida. Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo, tenendo conto che il ricorrente si è costituito di persona.

Il Giudice di Pace di Salerno, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta, ogni avversa eccezione disattesa, così provvede:

 1.  Accoglie il ricorso avverso il verbale n. VRG0000…440, con ogni conseguenza di legge;

 2.  Dispone il rimborso delle spese che liquida in Euro 125,00 a carico della Prefettura, in favore del ricorrente.

Così è deciso in Salerno il 10.06.2016. OTTOMO COLPACCIO, ANCHE 125,00 EURO DI RIMBBORSO !!!!!!

Sentenza G. di P. di Salerno, Dr. Catello Coppola, sentenza n. 2745/2016.

“……….. Quanto al merito l'opposizione e' fondata ed in tal senso viene accolta. ………… L'opposizione a sanzione amministrativa di cui all'art. 22 della legge 689\81, pur formalmente strutturata come giudizio di propugnazione,sostanzialmente tende al! 'accertamento negativo della pretesa sanzionatoria. Sulla base ditale principio,nel giudizio l'Amministrazione irrogante assume veste sostanziale di attore sotto il profilo dell'onere probatorio e pertanto, l'omesso deposito dei documenti ,atti a dimostrare la legittimità' della pretesa sanzionatoria,prescritto ai sensi dell'art.23 comma 2, ……. Così provvede:

1)     Dichiara la contumacia della Prefettura di Salerno in persona del Prefetto p.t..

2)     Accoglie l’opposizione e per l’effetto annulla il verbale di accertamento di violazione n. VRG0000…535.

3)     Condanna la convenuta al ristoro delle spese in euro 50,00 ed euro 70,00 per compensi a favore del procuratore dell’attore, ed accessori.

Così deciso in Salerno addì 14/06/2016. ALTRO COLPACCIO, ANCHE 120,00 EURO DI RIMBORSO !!!!!!!!

Sentenza G. di P. di Sala Consilina n. 553/2015 del 21/12/2015 “……… Alla luce di quanto esposto, la doglianza del ricorrente, che lamenta, appunto, l'omesso riferimento alla corretta taratura, deve fondata atteso che la mancata costituzione in giudizio dell'amministrazione resistente, sulla quale incombe l'onere della prova circa la fondatezza della pretesa (omettendo la stessa di inviare la documentazione richiesta), non ha consentito di raccogliere elementi suffraganti l'esistenza della corretta taratura dell'apparecchio usato per il rilevamento dell'infrazione. Pertanto alla stregua delle esposte considerazioni e dei principi normativi e giurisprudenziali enunciati, assorbito ogni altro motivo di impugnazione, s'impone a questa Autorità Giudiziaria l'accoglimento del ricorso con il conseguente annullamento dell'opposto verbale di contestazione n.VRG………. elevato dalla Polizia Stradale in data 03.09.15 …..”.

Giudice di Pace di Salerno D.ssa Maria Pepe – Sentenza n. 4529/14 del 24/11/2014.

……… Nell'ambito dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 689/1981, è onere dell'Ente amministrativo che provvede all'erogazione della sanzione, dimostrare l'inosservanza delle disposizioni legislative, nonché la sussistenza degli elementi determinanti la violazione contestata. 

Pertanto, il mancato deposito da parte della Pubblica Amministrazione convenuta della documentazione relativa agli accertamenti e alle contestazioni della stessa svolte, nonché delle foto ritraenti il veicolo sanzionato ,comporta l'impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell'operato dell'amministrazione stessa, con conseguente accoglimento delle pretese del ricorrente.

In assenza, dunque, di prova sufficiente in ordine alla responsabilità dell'opponente, il ricorso va accolto, come previsto dall'art. 23, comma 12, della Legge 689/9 1, con conseguente annullamento del verbale di contravvenzione opposto…

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Salerno, definitivamente pronunciando sull'opposizione proposta da ……… srl, in persona del legale rapp.te p.t., con sede in Assisi alla via ……. nei confronti di Prefettura di Salerno (Ministero dell'Interno) con ricorso pervenuto il 01.09.014, così provvede:

I. Accoglie il ricorso ed annulla il verbale n° VRG/0000091309 del 23.07.014, notificato il 14.08.14 , elevato dal Ministero dell'Interno - Centro Nazionale Accertamento Infrazioni, nonché la sanzione accessoria…….”

Giudice di Pace di Salerno, D.ssa Antonietta Sessa De Prisco, sentenza n. 822/2015.

“ …….. In riferimento alla prova della commessa infrazione vi è da dire che effettivamente l'ente accertatore non ha adempiuto all'onere di depositare in Cancelleria gg. 10 prima dell'udienza, il provvedimento impugnato, la copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento, così come prescrive l'art. 23 della legge 689/81. in tal caso manca la prova della commessa violazione e pertanto il ricorso è accoglibile, sempre ai sensi del suindicato art. 23. Tale motivo è assorbente rispetto agli altri che pure risultano fondati. …….”.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Salerno, Dott. Sessa De Prisco Antonietta, definitivamente pronunziando sulla domanda proposta dall’opponente, così provvede:

a)     Accoglie il ricorso ed annulla il verbale VRG0000108313 ……….; 

b)     Condanna la Prefettura di Salerno nella qualità al rimborso del contributo unificato in euro 43,00; 

c)     ………………. 

Così deciso in Salerno 28/01/2015.

Giudice di Pace di Salerno, D.ssa Filomena Catauro, sentenza n. 2585/2015.

“ …. Il ricorrente assumeva l'illegittimità del verbale impugnato per i motivi espressi nell'atto introduttivo del giudizio e ne chiedeva l'annullamento. La Prefettura di Salerno si costituiva in giudizio ed eccepiva l'incompetenza territoriale del Giudice di Pace di Salerno in favore di quello di Roma. Eccepiva in ogni caso l'infondatezza del ricorso chiedendone il rigetto ………… Infondata appare l'eccezione di incompetenza del giudice adito in quando dall'esame del verbale impugnato risulta che la presunta infrazione è stata accertata nel comune di Salerno ed è indicato il Giudice di Pace di Salerno come autorità giudiziaria competente per il ricorso. Passando all'esame dell'opposizione, il ricorrente denuncia, tra l'altro, che l'apparecchio utilizzato per la rilevazione dell'illecito per cui è causa non è stato sottoposto ad omologazione c/o periodica taratura e controllo di efficienza sulla corretta funzionalità. È noto che, per consolidato orientamento giurisprudenziale, in tema di rilevazione dell'inosservanza dei limiti di velocità dei veicoli a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada (art. 142, comma 6) né il relativo regolamento di esecuzione (ad. 345 del DPR. 16.12.1992, n. 495) prevedono che il verbale di accertamento dell'infrazione debba contenere, a pena di nullità, l'attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l'uso, giacché, al contrario, l'efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica della velocità dei veicoli perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione funzionalità dello strumento stesso, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su considerazioni di tipo meramente congetturale, connesse all'idoneità della mancanza di revisione o manutenzione periodica dell'attrezzatura (Cass.23978/07; n. 15324/06; 10212/05).

Occorre però ulteriormente precisare che l'indirizzo ermeneutico testé indicato, si è consolidato prima che cominciassero ad essere utilizzati apparecchi di rilevazione degli illeciti stradali che funzionino in modalità automatica, cioè senza la presenza ed il diretto controllo dell'operatore di polizia stradale nelle ipotesi espressamente previste e consentite. Questi ultimi sistemi di rilevazione, tra i quali rientra il c.d. tutor o SICVe, utilizzato nel caso di specie, richiedono, invece, allo scopo di evitare disfunzioni, e conseguente lesione del diritto di difesa del cittadino attinto dall'azione di accertamento, una verifica periodica tendente a valutare la corretta funzionalità delle apparecchiature. Questa verifica periodica, secondo le disposizioni dell'art. 4 del D.M. 29.10.97, relativo all'approvazione dei prototipi degli strumenti per l'accertamento dell'osservanza dei limiti di velocità e alle loro modalità di impiego, deve essere effettuata a cura del costruttore dell'apparecchio o di un'officina da questo abilitata con cadenza al massimo annuale (Cass.Civ.Sez. 11 29334/08). Inoltre, va rilevato che per poter utilizzare i rilevatori di velocità media come rilevatori di velocità istantanea, è necessario legittimare tale rilevazioni oltre che con il certificato di taratura, anche con il decreto di omologazione per il singolo apparecchio, così come disposto dall'art. 192 5° comma D.P.R. n. 495/92 secondo cui "l'omologazione o l'approvazione di prototipi è valida solo a nome del richiedente e non è trasmissibile a soggetti diversi". Non può essere sufficiente, pertanto, per l'accertatore sostenere l'affidabilità delle rilevazioni istantanee con la dichiarazione che si legge nel verbale impugnato dove è indicato che la violazione      è stata accertata attraverso il sistema di misura della velocità SICVe,
omologato con decreto ti. 3999 del 24.12.2004 ..." in quanto costituisce solo un enunciato privo di elemento probatorio per quanto attiene la richiesta omologazione e taratura. Ebbene, nel caso di specie, nonostante l'esplicita contestazione del ricorrente, parte resistente non ha in alcun modo provato di aver effettuato i preventivi controlli annuali di cui al citato art. 4 del D.M. 29.10.1997 in relazione al singolo apparecchio, né di aver sottoposto lo stesso ad omologazione specifica per il calcolo della velocità media su tratti determinati così come disposto dall'art, 192 5° comma D.P.R. n. 495/92. L'apparecchiatura usata per l'accertamento allo stato, quindi, a parere di questo Giudicante, non può essere considerata adatta al rilevamento di infrazioni in assenza di agenti accertatori, per l'assenza di quei requisiti minimi di efficienza e perfetto funzionamento previsti dalla normativa vigente.

Il verbale di contestazione va, infatti, annullato in considerazione della circostanza, che nessuna idonea documentazione è stata prodotta dall'opposta Amministrazione, nessuna certificazione dell'avvenuta omologazione o taratura.

Da Canto deriva che una sanzione per violazione dei limiti di velocità, rilevata utilizzando il sistema tutor SICVe è illegittima se mancano la prova dell'omologazione relativa al singolo Tutor che ha effettuato la rilevazione.

Pertanto, l’Ente resistente, omettendo di inviare idonea documentazione prevista dal D.Lgs. n. 150/2011, è risultato totalmente soccombente in ordine all'onere della prova sullo stesso incombente, in applicazione del generale principio di cui all'art. 2697 c.c., non dimostrando compiutamente l'esistenza dei fatti costitutivi dell'illecito contestato. Per cui, non essendoci in atti nessuna fonte di prova indefettibile ai fini dello accertamento dell'infrazione, non può di certo riconoscersi l'attendibilità degli accertamenti della violazione di cui al verbale impugnato. Alla luce delle esposte considerazioni, si ritiene che ricorrono i presupposti di cui all'art. 7 comma 10 D.Lgs n. 150/2011 secondo cui il Giudice accoglie l'opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell'opponente. Quindi, non sussistendo nessuna prova certa che il ricorrente abbia effettivamente commesso l’infrazione che è stata contestata, l’opposizione va accolta e l’impugnato verbale n. VRG0000 161012 va annullato con annullamento della sanzione della decurtazione di 3 punti dalla patente di guida.

Quanto alle spese processuali, si ritiene ricorrano giusti ed equi motivi per dichiararle compensate tra le parti ad eccezione di quelle borsuali per l’iscrizione della causa a ruolo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Salerno, definitivamente pronunciando sull'opposizione proposta da Nastro Vincenzo con ricorso inviato in data 08.04.2015, ogni diversa domanda, deduzione, eccezione disattesa, così provvede:

1)         accoglie l'opposizione e, per l'effetto, annulla l'impugnato verbale n. VRG0000...012;

2)         annulla la sanzione della decurtazione di 3 punti dalla patente di guida.

condanna la Prefettura di Salerno, in persona del Prefetto p.t., alla rifusione delle spese di lite in favore del ricorrente liquidate in E. 43,00 per spese …..

Salerno, lì 1506.2015

Giudice di Pace di Salerno, D.ssa Maria Pepe, sentenza n. 4529/2014.

“……..  Si osserva che il soggetto che propone opposizione contro verbale e/o ordinanza-ingiunzione irrogativa di sanzione amministrativa pecuniaria, mentre ha l'onere di eccepire i vizi del provvedimento non rilevabili d'ufficio, quale la mancanza della preventiva contestazione, non ha anche l'onere di porre in essere in atto - al fine di fornire la prova del vizio fatto valere - un'attività processuale diretta all'acquisizione di quegli stessi documenti, quali la copia del rapporto e gli atti relativi all'accertamento della violazione e alla sua contestazione immediata o

mediante notificazione, che l'autorità che ha emesso il provvedimento ha il dovere - onere (indipendentemente dalla sua costituzione in giudizio) di allegare al processo, a seguito del relativo ordine impartito dal Giudice con il decreto di fissazione dell'udienza di comparizione, a norma dell'art. 23, comma 2, della legge n. 689 del 1981. D'altra parte, specie nelle ipotesi in cui l'opponente può dimostrare le proprie eccezioni solo sulla base degli atti suddetti, la loro mancata produzione da parte dell'autorità opposta non può non costituire un decisivo elemento di giudizio, idoneo a suffragare presuntivamente la sussistenza del fatto sul quale l'opponente ha fondato l'eccezione. (cfr. Cassazione civile sez. I, 8 agosto 1996, n. 7296). L'introduzione del nuovo comma 4-bis all'art. 204-bis, lo si ribadisce, non innova al sistema previgente di bipartizione dei ricorsi ex artt. 204-bis e 205, ma si limita ad istituire un criterio di collegamento tra i legittimati passivi ed i soggetti che hanno accertato l'infrazione, presumibilmente allo scopo di superare i contrasti interpretativi che in passato avevano suscitato dubbi e orientamenti giurisprudenziali contrastanti. Così, ad esempio, la disposizione risolve i dubbi interpretativi insorti nel caso di infrazioni accertate da ufficiali o agenti dello stato: in tal caso, in base alle nuove disposizioni, la legittimazione passiva spetta sempre al Prefetto e non al Ministero dell'Interno, come era stato invece ritenuto da una certa giurisprudenza della Corte di Cassazione, non sempre condivisa dalla giurisprudenza di merito

In proposito, questo Magistrato osserva che l'art. 201 del C. d. 5., - Notificazione delle violazioni -, tra l'altro, prescrive che, qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, come nella fattispecie, il verbale con gli estremi «precisi e dettagliati» della violazione venga notificato all'effettivo trasgressore. Sulle modalità e contenuti ditale procedimento, statuisce, poi l'art. 383 - Contesta­zione, Verbale di accertamento -, del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, D.P.R. 16/12/1992 n. 495, che al IV comma, prevede te­stualmente: «Il verbale deve in genere essere conforme al modello VI. i allegato, che fa parte integrante del presente regolamento; se redatto con sistemi meccanizzati o di elaborazione dati, deve riportare le stesse indicazioni contenute sul modello». La normativa statuisce minuziosamente quale deve essere il contenuto dell'accertamento e degli atti, anche quelli meccanizzati, notificati al trasgressore, quando non è stata contestata immediatamente la violazione. Il Legislatore ha scelto tale particolareggiata previsione, in ossequio a principi costituzionalmente garantiti, come quelli del buon andamento della pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.), ed il diritto alla difesa (art. 24 Cost.), ma anche e soprattutto, ossequiando quello che è un generale principio di trasparenza degli atti. Nella specie, siamo di fronte al caso classico dell'atto redatto con sistemi meccanizzati. L'elaborazione meccanografica del processo verbale di contravvenzione, recapitata al trasgressore, deve rispondere, come detto, alla previsione dell'art. 385 del D.P.R. 16/12/1992 Nr. 495 - Regolamento di esecuzione e di attuazione al nuovo codice della strada -.

La norma richiamata, al terzo comma, contempla l'ipotesi dell'invio al trasgressore anche di una elaborazione meccanizzata del verbale di contravvenzione, nel caso di mancata contestazione immediata. Tuttavia, tale elaborazione meccanica, deve presuppone il processo verbale in originale che deve essere depositato in giudizio dalla Pubblica Amministrazione, al fine di verificarne la rispondenza a quello meccanizzato ed inviato al trasgressore e permettere il sindacato giurisdizionale sul processo logico fondante l'accertamento.

La struttura processuale del giudizio di impugnazione delle sanzioni amministrative deve ritenersi improntata in via analogica al modello dell'opposizione a decreto ingiuntivo. La Pubblica Amministrazione, sebbene rivesta la figura formale di parte convenuta, conserva quella sostanziale di attrice; pertanto, è gravata dell'onere probatorio di dimostrare le ragioni di fatto e di diritto della propria pretesa sanzionatoria.

Nell'ambito dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 689/1981, è onere dell'Ente amministrativo che provvede all'erogazione della sanzione, dimostrare l'inosservanza delle disposizioni legislative, nonché la sussistenza degli elementi determinanti la violazione contestata.

Pertanto, il mancato deposito da parte della Pubblica Amministrazione convenuta della documentazione relativa agli accertamenti e alle contestazioni della stessa svolte, nonché delle foto ritraenti il veicolo sanzionato ,comporta l'impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell'operato dell'amministrazione stessa, con conseguente accoglimento delle pretese del ricorrente.

In assenza, dunque, di prova sufficiente in ordine alla responsabilità dell'opponente, il ricorso va accolto, come previsto dall'art. 23, comma 12, della Legge 689/9 1, con conseguente annullamento del verbale di contravvenzione opposto.

Ciò posto, passando ad esaminare la fattispecie in esame, rileva il Giudicante che al ricorrente è stata contestata la violazione dell'art. 142, comma 8 Cds, ovvero di aver superato di oltre 10 Km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità imposti dalla segnaletica stradale in quanto circolava alla velocità di 150,54 Km/h sul tratto autostradale A3 SA-RG, violazione rilevata con il sistema SiCVE

L'istante in ricorso fondamentalmente eccepisce la nullità del verbale per mancanza nello stesso di un elemento essenziale all'esercizio del diritto di difesa, vale a dire l'omessa indicazione della effettiva velocità media che si sarebbe dovuta tenere sul tratto autostradale considerato.

Occorre precisare che in mancanza di diversa segnaletica l'art. 142 cds statuisce che il autostrada la velocità massima non può superare i 130 KM/h

Nel caso di specie ,per come accertato da questo giudice,nel verbale non è stata indicata la velocità consentita, né l'ora di ingresso e di uscita dalle due stazioni di rilevazione, ma solo l'ora in cui sarebbe stata commessa l'infrazione, per cui il ricorrente effettivamente non è stato posto nelle condizioni di poter verificare se la media calcolata con una semplice formula matematica( spazio /tempo) fosse effettivamente superiore a quella consentita ,pregiudicando in siffatto modo il suo diritto di difesa.

Inoltre gli Enti resistenti rimanendo contumaci non hanno adempiuto all'onere di dimostrare compiutamente l'esistenza dei fatti costitutivi dell'illecito contestato. Infatti, l'Amministrazione non ha esibito né prodotto le fotografie relative all'infrazione, né la sussistenza di cartelli stradali indicanti una velocità da quella prevista dalla legge Per cui, ritenendo questo Giudice che la fotografia costituisce un elemento essenziale e fonte di prova indefettibile ai fini dello accertamento dell'infrazione, non può di certo riconoscersi l'attendibilità dello stesso accertamento con la ovvia conseguenza dell'annullamento del verbale.

Una ulteriore doglianza del ricorrente afferisce la mancanza di idonea segnaletica di preavviso dell'istallazione del tutor nonché del suo funzionamento,sul tratto stradale considerato, atteso che secondo quanto stabilito dall'art. 142 del Codice della Strada, e' necessario che, nelle vicinanze del tutor, sia impiantato un cartello che avvisi l'automobilista di turno che, in quel frangente, il tutor, la cui presenza è debitamente segnalata, sia in funzione. Ed infatti l'omesso preavviso all'utenza del funzionamento attuale della apparecchiatura, nonostante ci sia apposto segnale stradale di indicazione, costituisce motivo di nullità del verbale.

L'onere di provare la esistenza di idonea cartellonistica che avvisi in modo chiaro e non equivoco l'automobilista dell'esistenza e del funzionamento del tutor, in caso di contestazione da parte del sanzionato incombe sulla PA. L'affermazione non appare contestabile neanche facendo riferimento alla circostanza che il funzionamento dei sistemi automatici possa far parte di quel bagaglio culturale comune a tutti quanti o, per meglio dire, costituire un fatto notorio. Infatti, come da consolidato orientamento: "l'utilizzazione del fatto notorio, comportando una deroga al principio dispositivo ed al contraddittorio, e dando luogo a prove non fornite dalle parti, relative a fatti dalle stesse non vagliati nè controllati, va inteso in senso rigoroso, "id est" come fatto acquisito alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile; di guisa che non possono essere annoverate tra le nozioni di comune conoscenza, intesa quale esperienza dell'individuo medio in un dato tempo ed in un dato luogo, quegli elementi valutativi che implichino cognizioni particolari od anche solo la pratica di determinate situazioni, come, nel caso, le caratteristiche ed il posizionamenti dei cartelli; tanto meno può, poi, soccorrere la scienza individuale del giudice, poiché questa, in quanto non universale, non è annoverabile nella categoria del notorio, neppur quando la cognizione gli derivi dall'avvenuta disamina d'analoghe controversie (Cass. 8.8.02 n. 11946, 12.9.03 n. 13426, 7.3.05 n. 4862; Cass. 29334/2008).

Ma vi è di più: infatti, sempre a norma del richiamato art. 142 del Cds, non basta che sia stata posizionata la segnaletica verticale, di preavviso obbligatorio agli utenti della rilevazione strumentale della velocità, ma occorre che ne venga dato atto puntualmente nel verbale di contestazione dell'infrazione. Ora se legittima, e senza dubbio premiabile, è la funzione del tutor-Sicve, cioè quella di provocare una sensibile diminuzione di comportamenti pericolosi alla guida, attraverso una saggia, corretta, lodevole, opera di prevenzione, è necessario nel rispetto della legge, rendere questi sistemi del tutto visibili e rendere edotto l'automobilista del loro funzionamento al suo passaggio.

Nel caso di specie non è stato provato, neanche mediante indicazione all'interno del verbale , la istallazione di idonea cartellonista di preavviso obbligatorio agli utenti della rilevazione strumentale della velocità e del suo funzionamento, per cui anche per tale motivo l'opposizione merita accoglimento con conseguente annullamento del verbale impugnato.

In definitiva, poiché parte resistente, su cui incombe l'onere della prova, con il suo negativo comportamento processuale nulla ha asserito, dedotto e provato, si ritiene che nella fattispecie ricorrono i presupposti per annullare il verbale impugnato e la sanzione accessoria.

Considerato che il ricorso è stato presentato direttamente dalla parte senza l'ausilio di un difensore, le spese vengono dichiarate compensate.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Salerno, definitivamente pronunciando sull'opposizione proposta da GRUPPO OPERATORI SERVIZI TECNOLOGICI GOST sri, in persona del legale rapp.te p.t., con sede in Assisi alla via Romana Capodacqua nei confronti di Prefettura di Salerno(Ministero dell'Interno) con ricorso pervenuto il 01.09.014, così provvede:

I. Accoglie il ricorso ed annulla il verbale n° VRG/0000091309 del 23.07.014, notificato il 14.08.0 14 , elevato dal Ministero dell'Interno - Centro Nazionale Accertamento Infrazioni, nonché la sanzione accessoria.

2. Compensa le spese di lite

Così deciso in Salerno addì 24.11.014

E, non finisce mica quì, ce ne sono almeno un'altro centinaio, tutte di accoglimento.

 

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